Accogliamo con attenzione la decisione del TAR del Lazio che, pur riducendo la sanzione inflitta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ad Amazon, ha comunque confermato la scorrettezza delle pratiche commerciali messe in atto.
Il caso riguarda la mancanza di trasparenza nell’indicazione dei costi effettivi di alcuni servizi, che ha portato numerosi consumatori a sottoscrivere abbonamenti senza una chiara consapevolezza delle condizioni economiche applicate. Una pratica ingannevole che, secondo il TAR, ha effettivamente limitato la libertà di scelta degli utenti e ha influenzato in modo poco trasparente il loro processo decisionale.
“La decisione del TAR conferma che certe strategie commerciali possono risultare fuorvianti per i consumatori e minare la loro capacità di fare acquisti informati. Tuttavia, la riduzione della sanzione potrebbe costituire un precedente rischioso, dando il segnale che Amazon e altre grandi piattaforme digitali possano permettersi di adottare pratiche scorrette contando su eventuali riduzioni delle multe,” ha dichiarato Bruno Lagrotteria, Presidente regionale dell’U.DI.CON. Lombardia.
Secondo Lagrotteria, il nodo centrale rimane la necessità di garantire maggiore trasparenza nelle piattaforme di e-commerce, soprattutto per quanto riguarda gli abbonamenti e gli acquisti ricorrenti. “I consumatori devono essere messi nelle condizioni di comprendere pienamente le condizioni di acquisto, senza il rischio di ritrovarsi vincolati a servizi che non desideravano attivare o non intendevano rinnovare. È fondamentale che le aziende operino con la massima chiarezza e correttezza.”